
“Quanto è accaduto a Udine ci interpella in ambito culturale, morale, giuridico e legislativo. – ribadisce Lucio Romano, copresidente dell’Associazione Scienza & Vita – Inoltre, la sensibilità dei cittadini è oggi molto più avvertita, così come quella di parlamentari e opinionisti”.
“Le questioni delicatissime in merito alle gravi disabilità e al fine vita – conclude Lucio Romano – appaiono oggi come una grande questione democratica, che richiede il coinvolgimento di tutti coloro che vogliono tutelare la vita delle persone come Eluana Englaro. E’ una questione di giustizia, che investe il diritto alla vita e che non può legittimare un inesistente e improponibile diritto di morire, che affonda le sue radici in una concezione distorta e distruttiva della libertà individuale”.