Questo Blog nasce con l'intento di promuovere e difendere il diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale, come fondamento di tutti i diritti umani e quindi della democrazia e, già ampiamente, di dibattere i temi della ricerca scientifica per quanto attiene alle ricadute sulla vita dell’uomo e della società.



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domenica 5 febbraio 2012

MARCIA PER LA VITA: 12 e 13 Maggio 2012

L’iniziativa
Sabato e Domenica 12 e 13 maggio 2012 a Roma


Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc. Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni. La marcia per la vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.

L’iniziativa vuole:

  • affermare che la vita è un dono, indisponibile, di Dio;
  • chiedere il Suo aiuto, per una società smarrita;
  • deplorare l’iniqua legge 194 che ha legalizzato l’uccisione, sino ad oggi, in Italia, di 5 milioni di innocenti;
  • ribadire che esiste una distinzione tra Bene e male, tra Vero e falso, tra Giusto ed ingiusto;
  • invitare alla mobilitazione i cattolici e gli uomini di buona volontà.

Lo straordinario successo della prima edizione della marcia per la vita di Desenzano, organizzata in breve tempo e con poche risorse a disposizione, ci spinge a moltiplicare le forze e l’impegno profusi per la buona battaglia.

La seconda edizione della marcia sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Le strade della capitale sono state attraversate, anche recentemente, da numerosi cortei indecorosi e blasfemi; il nostro corteo vuole invece affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo.

L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.

E’ previsto inoltre un convegno, sempre a Roma, il 12 maggio, sulla vita a cui hanno già dato la loro adesione personalità conosciute del mondo pro life italiano.

Abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti!

-  Con la preghiera, che smuove le montagne (1 Cor. 13,2) e vince ogni difficoltà

-  Con la costituzione, in ogni città italiana, di centri locali che ci aiutino sul piano organizzativo (fotocopiando e diffondendo materiale, organizzando pullman per venire a Roma, preparando striscioni, bandiere, cartelli…)

-  Con il sostegno economico che può moltiplicare le nostre possibilità. Si può versare un contributo sul conto corrente postale allegato oppure tramite bonifico bancario a:

Associazione Famiglia Domani:
Banca:Intesa San Paolo,
Iban: IT 86 N  03069  03227   100000000810
Mevd (Movimento Europeo Difesa Vita):
Unicredit, Agenzia di Verona,
Iban: IT 31 R  02008  11796   000101130378


Sabato 12 maggio
ore 15:30 – 19:00: Convegno presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum
ore 21:00: Adorazione Eucaristica in riparazione per il crimine dell’aborto

Domenica 13 maggio
ore 8:30: ritrovo al Colosseo
ore 9:30: partenza della marcia
ore 11:30: arrivo a Castel Sant’Angelo

per aderire alla Marcia clicca su: Aderisci alla Marcia

per visionare le adesioni alla Marcia clicca su: Adesioni Italia Adesioni Estero


Chiunque volesse aiutare e per qualsiasi informazione scrivere a:
scienza.vita.latina@gmail.com 
info@marciaperlavita.it  oppure telefonare a : 06-3233370

martedì 10 gennaio 2012

Meno aborti in Italia, ma sono sempre troppi

Nel 2009 -3,6% interruzioni di gravidanza in meno rispetto al 2008
di Piero Gheddo


ROMA, lunedì, 9 gennaio 2012 (ZENIT.org) - L’ultima Relazione del Ministero della Salute italiano sulla legge 194 relativa all’anno 2009 (quella sulla legislazione per l’aborto volontario) riferisce che in quell’anno quasi 117.000 bambini non hanno potuto vedere la luce, mentre nello stesso 2009, 568.857 sono nati vivi. Si è però registrato un calo degli aborti nel nostro paese: passati, nel 2009 rispetto al 2008, da 121.301 a 116.933 (-4368, pari al 3,6%). Nel 1982, anno del triste record (234.801 casi), la diminuzione è di oltre il 50%.

I dati dicono anche che le lavoratrici sono la categoria che fa ricorso più frequentemente alla IVG (Interruzione volontaria di gravidanza). La Lombardia (con quasi 10 milioni di abitanti) è dove si abortisce di più (19.700 casi, -4,2% rispetto al 2008). Le regioni più virtuose sono la Valle d’Aosta (217 casi, -9,6%) e la Basilicata con un calo di quasi il 10% (700 casi), mentre solo in Molise il dato appare in controtendenza (634 casi, +5,7%).

All’estero stanno decisamente peggio: l’Italia ha infatti valori tra i più bassi dei paesi europei: gli aborti per 1.000 donne in età tra i 15 e i 44 anni (range d’età europeo) sono il 10,3% in Italia, molto meglio che in Russia (40,3), Romania (31,3), Svezia (21,3), Inghilterra (17,5), Francia (17,4) e Spagna (11,8). Ci battono solo Belgio (9,6), Olanda (8,7) e Germania (7). Infine, un ultimo dato: il 45,5% delle donne italiane che hanno abortito non avevano figli.

Questi i dati che naturalmente non parlano delle tragedie che l’aborto comporta per i bimbi mai nati, per le giovani donne e i loro uomini, per le famiglie a vario titolo coinvolte. La signora Paola Marozzi Bonzi, nel 1984 fondatrice e direttrice del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) della clinica Mangiagalli di Milano, che in 27 anni ha salvato 13mila bambini dall’aborto (vedi il Blog dell’11 dicembre 2011), mi dice: “Le donne che hanno scelto di abortire, nella grande maggioranza dei casi subiscono un forte p anche fortissimo trauma fisico e psicologico, del quale spesso non si liberano più del tutto”.

Negli ultimi tempi è venuto sempre più alla ribalta dell’informazione il problema degli aborti, non direttamente per abolire la Legge 194, ma almeno per applicarla con rigore, visto che la Legge afferma e tutti concordano sul fatto che l’aborto dovrebbe essere il più possibile evitato con vari provvedimenti economici di aiuti alle famiglie e anche psicologici di aiuto alle donne in difficoltà di vario genere per partorire. Se non altro perché noi italiani diminuiamo di più di 100.000 unità all’anno, aumentiamo solo grazie ai circa quattro milioni di lavoratori “terzomondiali” che si sono stabiliti in Italia. Insomma, tutti ormai sanno che in Italia nascono troppo pochi bambini italiani! Almeno quelli che sono stati concepiti e stanno giungendo a maturazione, lasciamoli e aiutiamoli ad uscire dal grembo materno!

Il 30 dicembre scorso, in primissima serata dopo il TG di Rai Uno delle ore 20, nella rubrica Qui Radio Londra con grande coraggio Giuliano Ferrara ha parlato non dell’aborto, ma della vita di un bambino che nasce, con molto garbo e commozione, in modo del tutto laico. Dato che la sera seguente il Presidente Napolitano avrebbe tenuto nelle reti unificate delle Tv il suo annuale “Discorso agli italiani” per augurare Buon Anno a tutti, Giuliano ha avanzato una proposta che credo rappresenti la grande maggioranza degli italiani. “Caro Presidente, ha detto in sostanza, domani sera, nel suo discorso atteso da tanti italiani parlerà di tanti problemi della nostra Italia e la sua parola ha un notevole influsso sui nostri compatrioti. Ebbene, veda di inserire un cenno al dovere che tutti abbiamo di aiutare una  donna, una coppia che vorrebbero avere un bambino ma si orientano verso l’aborto per vari motivi. Aiutare chi è in difficoltà dovrebbe essere cosa normale per ognuno di noi. Caro Presidente della Repubblica (cito sempre a memoria) perché non mettere in agenda questa battaglia civile per la vita? Lei ne ha fatte tante: la sicurezza sul lavoro, i dissesti idrogeologici, l’immigrazione e la cittadinanza per i figli di immigrati… perché non aggiungere anche questa battaglia per la vita? Molti del popolo si sono già mossi in questo senso con il “Progetto Gemma”, nel popolo c’è già questa sensibilità di far nascere il più possibile tutte le vite. Domani sera, dica qualcosa su questo”.

Ecco, la sera del 31 dicembre eravamo molti milioni a sentire il discorso di Napolitano. Non ha parlato della vita che deve nascere e non può per mancanza di solidarietà umana e di sostegno da parte dello Stato italiano. Mi spiace dire che ha deluso molti e ci ha fatto sentire, per quella sera, non pienamente rappresentati dal Capo dello Stato.

domenica 13 febbraio 2011

SCIENZA & VITA: LA GIORNATA DEGLI STATI VEGETATIVI PER RIAFFERMARE CURA E DIGNITA’ AI PIU’ FRAGILI

“La prima Giornata nazionale degli Stati Vegetativi è una concreta occasione per accendere positivamente i riflettori sulle persone che versano in condizione di gravissima disabilità e sulle famiglie che li assistono con cura e attenzione”, dichiara Lucio Romano, copresidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, alla vigilia del 9 febbraio.
“L’Associazione Scienza & Vita è da sempre vicina a coloro che si trovano nella massima fragilità e ai famigliari che, spesso nel silenzio, non lesinano amore, impegno e dedizione ai propri congiunti e amici. Questa Giornata è un momento straordinario per far emergere le buone pratiche, le proposte a favore della vita e quell’‘umano nascosto’ che da alcuni si vorrebbe privo della dignità di vivere”, prosegue Lucio Romano.
Partecipando attivamente al dibattito, Scienza & Vita ha elaborato un contributo scientificamente fondato che sarà pubblicato domani, 9 febbraio, sulle pagine di Avvenire.
“Superando ogni tipo di polemica, certi che, comunque la si voglia leggere, la vicenda di Eluana Englaro è una pagina dolorosa per tutti, - conclude Lucio Romano - Scienza & Vita riflette sugli ‘stati vegetativi’, anche con la speranza di trovare un terreno comune, condiviso da ogni ‘uomo di buona volontà’, nell’impegno per la cura di queste persone”.

giovedì 23 dicembre 2010

Tanti auguri gioiosi!




Un caloroso augurio di un S. Natale e felice anno nuovo, ricco di gioie e soddisfazioni, a tutti voi!



Scienza & Vita di Latina


Emmanuele Di Leo
Guido Traversa
Domitia Caramazza
Massimo Losito
Tommaso Cozzi
Cristina Rolando
Salvatore La Rosa
Stefano Zilia
Franco Baccarini
Pietro Grassi
Mariano De Persio
Giorgia Brambilla
Pierluigi Pavone
Venere Fiorenza
Gonzalo Miranda

sabato 27 novembre 2010

SCIENZA & VITA AI MEDIA ITALIANI: DATE VOCE AI PIU’ FRAGILI

L’Associazione Scienza & Vita, a conclusione del suo convegno nazionale, ha approvato una mozione rivolta al sistema informativo nazionale pubblico e privato:

“L’Associazione Scienza & Vita chiede all’intero sistema informativo pubblico e privato di farsi carico delle persone in condizione di massima fragilità. Un’esigenza fortemente avvertita dall’opinione pubblica italiana, ma che non ha trovato sino ad oggi adeguata accoglienza. Lo testimonia la dolorosa vicenda della trasmissione Rai ‘Vieni via con me’. L’assenza dei malati, di quanti li seguono amorevolmente e delle associazioni di volontariato che si pongono al loro servizio, lede la dignità umana di queste persone e delle loro famiglie. All’opinione pubblica italiana è stata mostrata come praticabile la sola possibilità di ricorrere all’eutanasia o all’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione. Scelte, queste ultime, che negano alla radice il diritto alla vita nella condizione di massima fragilità e di disabilità.
Spiace constatare che alcuni media abbiano manifestato una miopia culturale di così grave entità da non saper vedere una realtà molto diffusa nel nostro Paese, lasciando parlare solo una esigua élite, lontana dalla gente comune e dalla vita quotidiana.
Le donne e gli uomini di Scienza & Vita, nel ribadire la prospettiva antropologica che chiude le porte all’eutanasia come all’accanimento terapeutico, chiedono a tutti i media italiani di dare spazio ai più deboli attraverso la voce delle loro famiglie. Grandi responsabilità oggi gravano sulle spalle degli operatori dell’informazione e dell’intrattenimento per la trasmissione dei valori, per il pluralismo e per la democrazia sostanziale. Scienza & Vita, a nome dei più fragili fra noi, sarà sempre disponibile a partecipare a ogni livello, nazionale e locale, alla narrazione pubblica. Ma in condizione di sostanziale parità, sino ad ora non adeguatamente garantita.
E ribadisce una richiesta semplice, quanto efficace: fateli parlare”.